C’abbiamo messo un po’ di tempo ma alla fine eccoci al primo appuntamento con Marcellino Acqua e vino. La campagna per l'approccio libero al consumo Enoico: Il Vino me lo bevo come dico io!
Insomma sta storia è nata contro la dilagante ortodossia che ci vuole tutti precisi col calice a roteare vini sempre impeccabili ed A Favore dell'approccio libero e consapevole a qualsiasi consumo.
Pretendere di avvicinare le persone al vino riempiendole di regole legate alla forma è quanto di più pericoloso esista per la diffusione della cultura enologica (ndr di qualsiasi cultura, aggiungiamo).
Al contrario è importante entrare fisicamente nel prodotto vino, appropriarsi della materia, giocarci, Magari farlo, mischiarlo, truccarlo e allungarlo per poi naturalmente avvicinarlo ai sensi per raccogliere informazioni e farne memoria.
"Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa." (Rudolf Steiner)
Ma facciamo un esempio, se frequento un corso di degustazione nel quale me ne raccontano le tecniche e mi presentano per l’assaggio vini ineccepibili spesso costruiti per soddisfare parametri di “qualità” graditi dalla massa e mediati dalle industrie, penserò che tutti i vini debbano essere inquadrati con quei parametri di giudizio e che il resto delle produzioni sarà da scartare anche se magari per me avrebbero avuto qualcosa di affascinante.
Bene, dobbiamo proteggere quel qualcosa di affascinante perché attiene solo a noi e nessun profeta di turno dovrà convincerci del contrario. Proprio in questo risiede il bello della degustazione che deve essere una ricerca/esperienza individuale. Con questo atteggiamento proteggeremo anche alcuni produttori che non si piegano alle logiche del mercato globale ma che continuano a lavorare credendo nella loro idea di vino.
E’ giusto quindi iniziare questo percorso proprio dalla “sofisticazione individuale” più aborrita dall’ortodossia del vino: “Acqua e Vino”.
A difesa di tale pratica oltre al fondamentale rispetto dei gusti individuali che vanno sempre difesi come i diritti più in generale, aggiungiamo alcuni elementi oggettivi:
- chi ha frequentato la campagna sa che quando si lavora e si ha sete non c’è cosa migliore di allungare il vino con un po’ d’acqua per dissetarsi senza che l’alcool ci pieghi le gambe;
- l’acqua serve a rompere alcuni legami chimici e a liberare aromi imprigionati nel vino che altrimenti sarebbero di difficile riconoscimento (come avviene per alcuni distillati)
- l’acqua in forma di ghiaccio rinfresca immediatamente il vino, trasformandolo in un ottimo dissetante e refrigerante .
Speriamo che queste righe, tra il serio e il faceto, vi abbiano fatto venire voglia di provare, di degustare e di trovare la vostra via all’esperienza senza condizionamenti.
Grazie a tutti per l’attenzione!
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